Omelie non autorizzate

Il primo giorno della settimana ci eravamo riuniti a spezzare il pane e Paolo conversava con loro; e poiché doveva partire il giorno dopo, prolungò la conversazione fino a mezzanotte. Un ragazzo, che stava seduto sulla finestra, fu preso da un sonno profondo mentre Paolo continuava a conversare e, sopraffatto dal sonno, cadde dal terzo piano e venne raccolto morto.

(Atti degli Apostoli  –  20, 7-9)



    Sin dai tempi apostolici l’omelia (cioè la digressione teologica e parenetica con cui l’officiante usa commentare le letture che accompagnano il rituale eucaristico) è sinonimo di noia mortale.

    La presente raccolta di omelie offre alcuni spunti per vivacizzare questo momento essenziale della liturgia. Il prezzo da pagare è, ovviamente, la non totale conformità dei contenuti rispetto alle posizioni del Magistero della Chiesa e della Tradizione (da ciò deriva la dicitura “non autorizzate”), ma si tratta di un onere ampiamente risarcito dal maggior livello di attenzione indotto nell’uditorio e dalla accresciuta stimolazione intellettuale offerta ai fedeli assopiti.

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